Natale 2020: già, come sarà il Natale del 2020?

Il Natale ha dei suoi riti e delle sue tradizioni. Forse sono abitudini faticose e non proprio gradite, ma proprio perché oggi in pericolo di non poter essere realizzate ci diventano care e indispensabili.

Così indispensabili che il fatto di non poterle realizzare anche solo in parte ci fa soffrire. D’altra parte dopo mesi caratterizzati da un’autentica fatica da pandemia ogni variazione dalle abitudini acquisite ci sembra intollerabile. In questa situazione di incertezza che ci lascino almeno il Natale!

Ecco allora le promesse della politica di un rallentamento delle limitazioni: purché tutti si comportino bene. Altrimenti c’è il rischio di una “terza ondata” della pandemia. Se poi accadrà, la responsabilità sarà di chi si è lasciato andare e non ha rispettato le regole. Ma questo è un film già visto!

 Il rischio dell’allentamento delle regole

 Il rischio che già abbiamo paventato parlando di fatica da pandemia è che proprio dopo questa fase di limitazioni sarà ancora più difficile rispettare le regole. Perché ogni limitazione da quanto siamo abituati a fare per Natale sarà vissuta come intollerabile. Come un segno marcatamente negativo.

Questo perché vedremmo queste variazioni dei comportamenti come delle limitazioni.

E se, invece, questa fosse l’occasione per inventare un Natale diverso? Magari più vicino a quello che siamo noi, ai nostri desideri?

Proprio la pandemia potrebbe essere l’occasione per un atto di creatività. Non generico o fine a se stesso, ma vicino a quello che noi siamo.

 Non solo Natale

 Questa possibilità non riguarda solo il Natale, ma molte delle azioni personali e lavorative che mettiamo in atto. Spesso ci adeguiamo a dei modelli che in quanto tali rassicurano il nostro cervello alla ricerca dì costanza nella ripetitività. Ma sappiamo anche che questa ricerca di ritrovare “tutte le cose al loro posto” è densa di pericoli. L’adagiarci sulla ripetitività spesso non ci fa cogliere quello che sta realmente accadendo, o ce lo fa vedere con ritardo. Da qui nascono molti incidenti.

 Un’opportunità da non perdere

 Allora perché non approfittare di questo Natale 2020 per fare un esercizio di creatività, per guardare non al Natale come modello unico ma come il nostro personale Natale. Un Natale che le circostanze possono permetterci di costruire a misura di ognuno.

Come? Beh, perché non cominciamo a condividere idee. Come per ogni processo decisionale in tanti si è un po’ più lenti che da soli, ma il risultato è migliore. E poi l’obiettivo non è quello di immaginare un Natale uguale per tutti, ma aiutarci, pensando assieme, a trovare lo spunto per il  nostro Natale 2020.

Un esercizio che ci sarà utile per progettare, senza rimpianti per il passato, anche il nostro futuro

Chi volesse contribuire è invitato a farlo scrivendo il poprio commento.

1 commento

  1. Emanuela Bellotto

    Un aspetto di cui soffro, n questa pandemia, è una sorta di perdita delle coordinate del tempo. Il mio compleanno, passato senza la festa tradizionale, la cena a metà dicembre con gli amici, e altro: annullati. Per me Natale, oltre ad essere il messaggio di fede che Dio “tifa” ancora per noi, è anche questo: il ritmo delle stagioni, degli anni che ricominciano e della vita che si rinnova. Mi insegna che la vita passa (anche la mia). Per cui rispetterò i limiti che ci saranno dati in relazione all’andamento della pandemia, ma farò festa. In famiglia, senza sprechi ma con un menù meditato e realizzato assieme, una tavola colorata, luci accese e addobbi. I regali non interessano, siamo “pieni” di cose. Videochiamate da tavola sì, ai miei fratelli e ad alcuni amici.

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