Questo momento di diffusione del coronavirus è caratterizzato da una forte fatica da pandemia.

Incertezza

L’incertezza della situazione ne è la prima causa. Incertezza sulle modalità del contagio, sull’individuazione dei pericoli, sullo stesso vaccino, eccetera. Il nostro cervello tollera male l’incertezza tanto che preferisce funzionare ricercando un rapporto causa effetto certo e lineare. Questa è forse anche una ragione del successo mediatico di tanti esperti che forniscono interpretazioni “certe” su quello che sta accadendo. Paradossalmente noi preferiamo avere di fronte una risposta negativa piuttosto che vivere nell’incertezza.

Difficoltà nel cambiare routine

Il secondo aspetto riguarda la difficoltà che stiamo vivendo di cambiare le routine personali e di lavoro. Pensiamo all’utilizzo delle mascherine, della distanza pandemica (frase che preferisco a “sociale”), eccetera. Sono gesti che abbiamo imparato. Ma il fatto stesso che ci accorgiamo di metterli in atto indica che non sono automatici e richiedono un dispendio di energia.

Deformazione del senso del tempo

Infine la deformazione del senso del tempo che stiamo sperimentando in questa fase, e in maniere particolare chi si trova a lavorare da casa. Proprio in queste condizioni il tempo sembra a volte rallentarsi e a volte accelerare con modalità fuori dal controllo dei singoli. Si tratta di una deformazione significativa rispetto al rapporto con il tempo che siamo abituati a vivere e a gestire.

Effetti a medio e lungo termine

Due sono gli effetti più significativi di questa fatica da pandemia: la diminuzione della disponibile a seguire le regole e della solidarietà sociale.

La crescente intolleranza verso le regole di difesa dal contagio è un aspetto che non riguarda solo i negazionismi o soggetti che definiamo “irresponsabili”. Sembra trovare le sue radici nell’idea che “tanto non ci si può fare nulla” oppure che si è più forti del virus stesso. Aspetti legati alla componente angosciosa determinata dalla pandemia che può portare effetti negativi sulle stesse procedure anti Covid.

La diminuzione della solidarietà sociale ha trovato una prima manifestazione in coloro che hanno protestato per la chiusura delle loro attività economiche mentre altre sono rimaste aperte.  Lo vediamo ora, in modo più inquietante, nella indisponibilità manifestata in alcune zone italiane nel ricoverare nei propri ospedalieri malati provenienti da altri territori.

 Si tratta di effetti che vanno intercettati per tempo perché potrebbero determinare contraccolpi nella diffusione della pandemia, ma anche un mutare dello stato delle relazioni sociali. Effetti che si protrarranno per un tempo ben più lungo del termine della pandemia. Una fatica da pandemia da non sottovalutare.