premi per la sicurezzaPremi per la sicurezza

 

Per sviluppare la sicurezza all’interno di un’azienda può essere utile attivare dei premi per i collaboratori che individuano i problemi e le relative soluzione, oppure che partecipano attivamente alle politiche di sicurezza aziendale.

Sappiamo che premiare è spesso più utile che punire!

 

Attenzione però ad una trappola insita anche in questa strategia: quella di suscitare reazioni negative, tanto più facile se si redige una classifica dei migliori.

È quello che hanno dimostrato Medvec, Gilovich e Madey in un’indagine con gli atleti medaglisti nelle Olimpiadi (1995).

 

Risultati

 

Dall’indagine risulta che i più rammaricati sono gli atleti che hanno vinto la medaglia d’argento perché sentono di essere arrivati a un passo dalla vittoria.

D’altra parte i più felici sono coloro che hanno vinto la medaglia di bronzo perché pur non vincendo (davanti a loro hanno pur sempre due persone) sono medagliati e quindi rimarranno nella storia delle Olimpiadi. Cosa che certamente non accade al quarto classificato.

In altri termini la soddisfazione per la propria prestazione è sempre rapportata a quello che “poteva essere”. Per il secondo la delusione di non essere arrivato primo, per il terzo la soddisfazione di avere evitato l’oblio del quarto posto.

 

La forza del rammarico

 

Abbiamo messo l’accento sul rammarico perché è un’emozione molto profonda che vive una persona di fronte a ciò che avrebbe potuto succedergli ma non è successo. Nel caso in esame, essere riconosciuto come il più bravo.

Purtroppo il rammarico non sempre spinge a migliorarsi, ma accentua le emozioni e i sentimenti negativi.

Può quindi accadere che il “secondo classificato” non sia spinto a migliorare per “vincere una seconda gara” ma diventi il maggior ostacolo al progetto di miglioramento della sicurezza che aveva portato a indire la gara.

 

Conclusioni

 

Mettere in competizione i propri collaboratori prevedendo dei premi è certamente più utile rispetto alle sanzioni, ma molto meglio evitare classifiche che potrebbero risultare controproducenti.

 

Bibliografia

Medvec V.H., Madey S.F. & Gilovich T. (1995). When Less Is More: Counterfactual Thinking and Satisfaction Among Olympic Medalists, Journal of Personality and Social Psychology, 69(4), 603-610.