Osservatorio esamina alcuni eventi critici secondo la prospettiva di lavoro del progetto EmerGenteMente.

Edward-Irvin-KochNew York, Londra, Tokyo:

La gestione della comunicazione in stato di crisi

 

A proposito di comunicazione in stato di crisi, appare evidente che il coinvolgimento di persone con funzione pubblica significativa è una strategia valida, perché possono trasmettere un importante senso di sicurezza. Pur tuttavia occorre ricordare che il ruolo pubblico non è di per sé sufficiente per validare una notizia o per determinare la reazione delle persone a fronte di un potenziale pericolo. Si tratta di una strategia vincente se la spiegazione assume una sua logica e se essa non viene smentita dai fatti. In questo caso il legame fiduciario che aveva all’inizio creato un effetto “rassicurante” si ritorce contro l’organizzazione con una perdita di credibilità da cui è difficile risalire. Tre casi sono emblematici nella storia della comunicazione in stato di crisi.

HillsboroughLa lezione di Hillsborough

di Antonio Zuliani

Il 15 aprile 1989 è avvenuta una delle più importanti e significative sciagure all’interno di uno stadio calcistico europeo.

A Hillsborough sono morte 96 persone.

L’evento è fin troppo noto per tornare a descriverlo, ma due elementi di criticità di quell’evento sono purtroppo ancora attuali.

Attentato-metropolitana-TokyoAttentato alla metropolitana di Tokyo

di Antonio Zuliani

Il 20 marzo del 1995 la setta Aum compì un attentato alla metropolitana di Tokyo liberando su alcuni treni il gas Sarin (gas nervino). L’attentato provocò 13 morti e oltre 6.000 intossicati. Quanto avvenuto è un interessante esempio di come un’emergenza possa presentare degli aspetti verso i quali, non solo si è impreparati, ma che affrontati utilizzando criteri di lettura dell’evento e procedure certamente efficaci per altre situazioni, si possa arrivare ad aggravare le situazione.

Hudson-è la soluzioneHudston è la soluzione

di Antonio Zuliani e Wilma Dalsaso

Il 15 gennaio 2009 rimane nella storia dell’aviazione per la scelta del comandante Chesley “Sully” Sullenberger di aver pensato che Hudston è la soluzione fosse l’unico modo salvare il suo Airbus A320-214. L’atterraggio sul fiume Hudston ha salvato la vita ai 150 passeggeri e 5 membri dell’equipaggio del volo Cactus 1549.

L’aspetto che ci interessa mettere in evidenza riguarda le comunicazione tra il comandante ed il controllore di volo (registrazione rilasciata dalla FAA).

Come si può sentire entrambi, nonostante la gravità della situazione (l’aereo aveva perso la spinta di entrambi i motori per la collisione con uno stormo di uccelli) il tono dei due rimane molto calmo, segno di una preparazione di alto livello.

disabile in emergenzaDisabile in emergenza

di Antonio Zuliani

La persona disabile trova particolari difficoltà nelle situazioni di emergenza anche perché chi si occupa del soccorso spesso non ha idea dei suoi bisogni e di come comportarsi con lui. Ecco i risultati di un’importante ricerca in questo campo.

 L’attenzione al disabile in emergenza è ben poco presente nella letteratura internazionale. Se a fatica si sta facendo strada una normativa tecnica atta a garantire al disabile una situazione di sicurezza sul posto di lavoro, non c’è altrettanta attenzione sul rapporto che il disabile vive con le situazioni di emergenza e su quello che l’operatore che interviene può fare per supportarlo.