osservatoreOsservatore nelle esercitazioni

di Antonio Zuliani

 

L’osservatore nelle esercitazioni è di straordinaria importanza per ricavare adeguate informazioni sull’andamento di una esercitazione di emergenza.

Vi sono alcune attenzioni fondamentali affinché questo ruolo possa essere svolto al meglio.

L’osservatore deve essere un vero e proprio “fantasma”, nel senso che non deve intervenire nella scena in nessun modo: né con le parole, né con i gesti (a volte le comunicazione non verbali sanno essere estremamente eloquenti!).

Una esercitazione non è un momento addestrativo che prevede la correzione di atteggiamenti o di atti sbagliati, bensì è la verifica che tutta la sequenza di atteggiamenti, atti e procedure siano svolti in modo sufficientemente corretto. Ecco allora che se l’osservatore intervenisse non permetterebbe quest’analisi.

Intervenendo creerebbe una dipendenza nei suoi confronti da parte di coloro che si stanno esercitando che sarebbero spinti, non tanto a mettere in atto le proprie capacità e risorse di fronte agli ostacoli che incontrano, quanto a deporre su questo “osservatore” tutta la responsabilità.

Non è detto, inoltre, che un gruppo che sta conducendo una esercitazione anche di fronte a un errore non sia in grado di autocorreggersi. Se la correzione avviene dall’esterno si toglie ai partecipanti il fondamentale senso di auto efficacia, cioè la consapevolezza di riuscire ad affrontare da soli le situazioni.

Per condurre un’osservazione adeguata è necessario condividere con tutti gli osservatori gli obiettivi dell’esercitazione, ma anche il significato dei singoli gesti che vanno osservati. Troppo spesso si dà per scontato che tutti diano lo stesso significato alle parole, ai gesti o alle performance attese: non è così. Conoscere le caratteristiche del gruppo da osservare può ridurre gli impedimenti e le aspettative errate.

Il numero degli osservatori va stabilito sulla base degli eventi da osservare e della dispersione spaziale, ma anche in relazione alle azioni di controllo da svolgere: a volte avere più osservazioni su uno stesso evento può essere utile.

Infine va predisposta una checklist condivisa che aiuti l’osservatore nella sua opera sia di osservazione sia di rilevazione di quanto osservato: fidare solo sulla memoria può essere un errore fatale.