Prosegue la collaborazione con il progetto “Emergenza e fragilità” giunto ormai alla quarta edizione con il convegno di Milano del 12 ottobre 2018.

Il focus di quest’anno riguarda la comunicazione inclusiva in emergenza.

Il nostro contributo è andato a focalizzare l’attenzione sulle affordance che il progetto architettonico e organizzativo deve contenere al fine di favorire un’efficace comunicazione in emergenza.

In modo particolare, si è evidenziata la necessità di utilizzare sempre fonti di comunicazione già note e positivamente accreditate agli occhi dei presenti; accettando, da questo punto di vista, anche la sfida proposta dai social network.

In ogni caso, la comunicazione deve essere semplice perché sappiamo che nei momenti di emergenza le già scarse disponibilità attentive delle persone sono ulteriormente ridotte dal ruolo stesso delle endorfine: liberate aiutano la persona a concentrarsi solamente sull’emergenza.

Ecco allora che occorre puntare l’attenzione su una comunicazione saliente: non solo legata all’intensità del segnale ma anche alle mappe di significato che attiva.

L’aspetto comunque decisivo della comunicazione in emergenza è quello di “spingere” le persone ad attivare le migliori azioni possibili, ben sapendo che proprio la presenza di un potenziale pericolo rende la persona predisposta a mettere in atto una strategia di fronteggiamento.

Un’ultima attenzione è stata posta alla necessità che la comunicazione funga da attivatore di atteggiamenti prosociali, che sappiamo essere presenti anche in situazioni di emergenza, e al ruolo che una buona progettazione e gestione dei punti di raccolta hanno nella ricostruzione mentale ed emotiva dell’esperienza vissuta.