disabile in emergenzaDisabile in emergenza

di Antonio Zuliani

La persona disabile trova particolari difficoltà nelle situazioni di emergenza anche perché chi si occupa del soccorso spesso non ha idea dei suoi bisogni e di come comportarsi con lui. Ecco i risultati di un’importante ricerca in questo campo.

 L’attenzione al disabile in emergenza è ben poco presente nella letteratura internazionale. Se a fatica si sta facendo strada una normativa tecnica atta a garantire al disabile una situazione di sicurezza sul posto di lavoro, non c’è altrettanta attenzione sul rapporto che il disabile vive con le situazioni di emergenza e su quello che l’operatore che interviene può fare per supportarlo.

Esiste un bel lavoro curato dal Stefano Zanut del Dipartimento dei Vigile del Fuoco sulle manovre da mettere in atto, mentre sugli atteggiamenti da assumere c’è ben poco.

In linea di massima si può affermare che sia più utile non aiutare un disabile senza prima avergli chiesto se lo desidera o no. Tale affermazione può sembrare in contrasto con una situazione di emergenza nella quale il tempo e/o il desiderio dei singoli di essere tratti in salvo appaiono aspetti molto lontani dalla realtà determinata dalla situazione di pericolo.
Si tratta, in ogni caso, di mantenere tale idea sullo sfondo di ogni decisione e di ogni intervento da prendere in queste circostanze. Molti disabili hanno conservato o raggiunto un elevato grado di autonomia e sono fieri di essere indipendenti.

E’ nell’interesse dello stesso soccorritore favorire la messa in atto di questa autonomia per ottenere maggior collaborazione, per compiere quelle manovre sulla persona che fossero necessarie nel modo più efficace possibile, anche per diminuire la propia fatica durante l’intervento.
L’attenzione principale è quella di essere in grado di comunicare e di rassicurare il disabile utilizzando un messaggio che da un lato comprenda le sue necessità rispetto alla situazione in atto e dall’altro lato sia in grado di fornirgli le indicazioni fondamentali circa le azioni da intraprendere.

La difficoltà per il soccorritore può consistere nel trattare il disabile come una persona normale vincendo perplessità ed imbarazzi che possono rendere complesso il dialogo reciproco. Un dialogo che rimane di fondamentale importanza, perché sarà il più delle volte il disabile stesso a poter fornire le indicazioni più giuste per poter essere aiutato. Non è, infatti, pensabile che ogni soccorritore sappia cosa deve essere fatto a fronte di ogni forma di disabilità che incontra nel suo lavoro.

Queste possono essere delle indicazioni di massima, ma certamente sarà necessario produrre degli studi più approfonditi sulla situazione che si trova a vivere il disabile nelle situazioni di emergenza.

Da parte sua StudioZuliani ha prodotto una ricerca in merito.