il dilemma della birra in frigorifero

Il dilemma della birra in frigorifero

di Antonio Zuliani e Wilma Dalsaso

“Non l’ho visto, eppure era lì”. Quante volte, con il senno di poi ci siamo rammaricati di non aver visto un oggetto e quante volte qualcuno è stato criticato per non essersi accorto di qualche cosa di “talmente evidente che ….”.

 Ebbene un esperimento di Wolfe e altri (2005) mostra che questi eventi sono del tutto normali, perché dopo un certo tempo che si cerca qualche cosa che non si trova, scatta una sorta di “soglia di rinuncia” che indica la quantità di tempo soggettiva che una persona impiega a cercare qualche cosa prima di rinunciare. Il fenomeno della “soglia di rinuncia” è molto importante nel campo delle sicurezza e dell’emergenza e per evidenziarlo vediamo la ricerca condotta da questi autori chiamata il “dilemma delle birra in frigorifero”.

Nei loro esperimenti Wolfe e colleghi hanno evidenziato che le persone rinunciano a cercare una lattina di birra all’interno di un frigorifero:

  • perché la stessa è collocata su un piano diverso da quello usuale (localizzazione),
  • perché nel frigorifero c’è una bottiglia di birra e non una lattina (forma),
  • perché la lattina ha un colore o è di una marca diversa da quella attesa (caratteristiche salienti).

 Questi risultati evidenziano due attenzioni importanti nel campo dell’errore umano sul luogo di lavoro e nell’emergenza.

 Per quanto riguarda il primo aspetto, lavorando ci si abitua a utilizzare oggetti di determinate forme e che vengono riposti in determinati luoghi. Questo garantisce la possibilità di ritrovarli velocemente quando servono, per cui se nel luogo di lavoro c’è disordine o gli attrezzi vengono spesso sostituiti (cambiano quindi di forma e caratteristiche salienti) si può giungere al fatto che questi attrezzi non vengano visti quando servono e che di conseguenza entri in campo la “soglia di rinuncia” causando così errori.

 Nel campo dell’emergenza, la tematica della “soglia di rinuncia” ci indica come sia necessario, quando si posiziona un cartello o un attrezzo da utilizzare in tali circostanze, farlo rispettando il più possibile quello che una persona si aspetta di vedere. Altrimenti può accadere che l’avviso o gli attrezzi di emergenza non siano visti perché le persone arrivate alla loro “soglia di rinuncia” smettono di cercarli.

 Un correttivo a questo rischio è quello di aiutare le persone a familiarizzare con gli avvisi e le attrezzature usando il tempo necessario affinché questo processo si completi. Il processo di familiarizzazione non si riduce soltanto all’informazione, ma richiede un percorso che porti le persone a impadronirsene.