Blitz-tedescoDare senso al caso

di Antonio Zuliani

Molto spesso capita di voler dare a tutti i costi un significato a tutto ciò che accade. Anche per quanto riguarda gli avvenimenti casuali si tende a voler dare e trovare un filo logico e dare un senso al caso. Il bisogno di dare un senso al caso è una necessità che ciascuno di noi prova ripetutamente di fronte a questo tipo di avvenimenti. Questo è dato dal fatto che, dare un senso a qualcosa che non lo ha sembra essere un ottimo rimedio per placare l’ansia e tranquillizzarsi.

Un esempio storico del bisogno che tutti abbiamo di dare un senso al caso lo ritroviamo durante la cosiddetta “battaglia di Inghilterra”. Tra il 7 luglio del 1940 e il 6 maggio dal 1941 Londra fu sottoposta a 76 attacchi aerei da parte della luftwaffe tedesca, causando più di 20 mila morti.

Come mostra uno studio di Thomas Glilovich (1991) nei primi due mesi di bombardamenti i quotidiani britannici pubblicarono delle mappe con un preciso punto di impatto di ogni bomba tedesca.

Da queste mappe, i punti non sembravano del tutto casuali e questo indusse i londinesi e le stesse autorità militari a concludere che i tedeschi potessero aver indirizzato i loro missili contro obiettivi precisi. Così la gente cominciò ad abbandonare le zone presunte più a rischio e incominciò a sospettare la presenza di spie tedesche nelle aree meno toccate dai bombardamenti.

In realtà i tedeschi non avevano praticamente alcun controllo sulla traiettoria sugli obiettivi da colpire, tanto che non riuscivano a bombardare il centro di Londra in nessun obiettivo strategico.Bomb-sight

Questi presunti schemi in realtà erano dovuti al caso come siamo in grado di vedere dal progetto “bomb sight” messo in atto dall’Università di Portsmouth che ha mappato tutte le bombe cadute, e ha mostrato la distribuzione del tutto casuale.

Questo caso storico mette in luce l’esigenza dell’essere umano di voler trovare un senso a qualsiasi cosa accada, anche se, come dice Vasco in una delle sue famosissime canzoni,” un senso non ce l’ha”. Questo però ci permette di calmare l’ansia.