L’articolo pubblicato su “Ambiente e Sicurezza sul Lavoro” (9, anno XXXIV) trae le sue origini dai lavori che, a partire dagli anni 90, hanno proposto di analizzare gli incidenti sul lavoro e degli eventi avversi ponendo al centro dell’attenzione l’atto umano.

Il modello elaborato, assieme a Domenico Santoro (QHSE Director e RSPP di Air Liquide Italia) e al collega Pietro Iacono Quarantino, si propone di analizzare questi eventi tenendo conto dei fattori tecnici, di quelli organizzativi e di quelli umani.

Riteniamo infatti che tutti questi tre fattori debbano essere accuratamente soppesati per comprendere quali siano le cause che hanno determinato una deviazione dal comportamento corretto.

Proponiamo così tre criteri di analisi:

  • gli indicatori che possono essere utilizzati per indagare sulla tipologia di deviazione;
  • le cause potenziali della deviazione;
  • le principali azioni correttive che possono essere messe in atto.

Per ognuno dei criteri proponiamo una lista di indicazioni, pur non volendo essere esaustive, possono aiutare nel corso dell’analisi.

 

Decisiva per il modello proposto è la distinzione tra errori e violazioni. Laddove l’errore è un fallimento non intenzionale di una sequenza pianificata (che andiamo a suddividere su tre tipologie), lo scostamento dalla stessa può essere invece intenzionale oppure no (con la proposta di suddividerle in 6 fattispecie diverse).

In ogni caso l’obiettivo del modello proposto non è tanto quello di individuare il colpevole delle deviazioni, ma di diventare uno strumento di supporto alla strategia aziendale di prevenzione degli incidenti degli eventi avversi.

L’ultima parte del contributo focalizza l’attenzione sulle migliori strategie da utilizzare nella raccolta delle informazioni relative all’evento in analisi. Raccogliere informazioni senza la dovuta attenzione potrebbe infatti inficiare il risultato dell’analisi stessa.