Stress-da-discriminazioneStress da discriminazione

di Martina Zuliani

La ricerca della American Psychological Association sullo Stress in America del 2015 ha portato in evidenza l’impatto della discriminazione sullo stress provato da una persona.

Lo studio condotto online tra il 3 e il 31 agosto 2015 ha coinvolto 3361 adulti residenti negli Stati Uniti. Di essi 1104 erano uomini e 2244 donne, suddivisi in: 1071 bianchi, 813 ispanici, 825 neri, 416 asiatici e 199 nativi americani. I disabili coinvolti nella ricerca sono stati 1088, mentre 233 partecipanti si sono dichiarati appartenenti al gruppo LGBT.

I risultati della ricerca mostra come discriminazione ed esclusione siano un fattore di forte impatto nella salute psicologica degli individui.

panino-ontoPovertà e cibi ipercalorici

di Martina Zuliani

Spesso vediamo come, nelle società avanzate, vi siano differenze nell’alimentazione delle diverse classi sociali. Il cibo prodotto in catene di massa, largamente industrializzato e contenente conservanti, coloranti, aromi artificiali e, nel caso dei prodotti di derivazione animale, anche antibiotici, sono spesso venduti a prezzi ridotti, diventando così un’attrattiva per le classi meno abbienti.

Tendiamo dunque ad affermare che la diffusa obesità tra le persone economicamente svantaggiate sia dovuta solamente al non potersi permettere cibi più salutari.

Le-sfide-delle-comunicazionLe sfide della comunicazione interculturale e la sua importanza nei luoghi di lavoro

di Martina Zuliani

Nelle società contemporanee si assiste ad una sempre più diffusa mescolanza tra culture. Incontrare persone aventi tradizioni, usi e valori diversi dai nostri è oramai esperienza di tutti i giorni. Questo ci porta a doverci confrontare con metodi di comunicazione che non sempre coincidono con i nostri.

La comunicazione si basa su diverse fasi. La prima è la codificazione del messaggio da parte della persona che lo vuole trasmettere, esso è codificato in parole e gesti. Tale messaggio deve giungere al ricevente che lo dovrà decodificare. Oltre ai classici elementi di disturbo nell’invio del messaggio, quali ad esempio il rumore, nella comunicazione interculturale troviamo altre difficoltà quali potrebbero essere una non perfetta padronanza della lingua da parte di una delle due persone interagenti o una differenza nell’uso della comunicazione non verbale, e cioè di gesti e simboli.

seconde-generazioniLa sicurezza sociale può essere incrementata grazie ad un’integrazione effettiva delle seconde generazioni

di Martina Zuliani

Il dibattito sulla questione seconde generazioni

Negli ultimi anni si è aperto un dibattito sui ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, dibattito che riguarda il diritto di cittadinanza. In Italia la cittadinanza di acquisisce per jus sanguinis, cioè essendo figli di almeno un genitore italiano. I figli di stranieri, anche se nati nel nostro Paese, rimangono registrati nel permesso di soggiorno dei genitori fino alla maggiore età ed, al compimento dei 18 anni, devono richiederne uno a nome loro o, avendo le caratteristiche necessarie, possono richiedere la cittadinanza italiana.

comunicazione-inclusivaLa comunicazione della sicurezza dai bit all’inclusione

di Antonio Zuliani

La comunicazione relativa ai temi della sicurezza sul lavoro deve necessariamente aggiornare metodi e strategie all’evoluzione della sensibilità sociale e alla presenza di lavoratori provenienti da realtà culturali diverse. L’articolo affronta il concetto di comunicazione proponendo una breve è panoramica della sua evoluzione dagli anni ’40 ad oggi. Andando dalla comunicazione uni-direzionale e quella inclusiva.

Tutto nella difficoltà di uno scritto breve e con la complessità di fornire una definizione di comunicazione perché l’uomo è un essere comunicante e, dunque, comunicazione riguarda la totalità della sua vita e delle sue attività.

TravellersLa demenza nelle comunità traveller irlandesi in Gran Bretagna e il bisogno di servizi culturalmente attenti

di Martina Zuliani

Quando parliamo di salute mentale e della relativa assistenza dobbiamo sempre considerare il contesto culturale e sociale in cui il paziente vive. Questo bisogno emerge chiaramente nell’articolo pubblicato online dal portale di Leed GATE (gypsy and Traveller exchange), un’associazione che si occupa di dialogo interculturale con la popolazione rom e traveller di Leed (Regno Unito) e dei loro bisogni.

L’articolo si focalizza soprattutto su i traveller, comunità nomade di etnia irlandese. I traveller sono nomadi per motivi economici, avendo storicamente praticato professioni che richiedevano spostamenti dell’intero nucleo famigliare e, nel tempo, hanno costruito delle tradizioni a se stante. Molti traveller irlandesi sono migrati nel Regno Unito durante l’epoca della grande carestia irlandese ma anche in anni recenti. Molti di essi sono ancora legati ad uno stile di vita nomade che li tiene isolati dal resto della società. Nel Regno Unito essi vivono una doppia discriminazione come nomadi, e quindi associati ad uno stile di vita “zingaro” e come irlandesi.