Carte-regaloCarte regalo

di Antonio Zuliani

Le carte regalo, ovvero quelle schede che oramai tutti i negozi mettono a disposizione dei loro clienti per permettere loro di “regalare” una certa cifra a qualcuno, sono veramente un affare, ma solo per i commercianti che le offrono.

Il successo di questa forma di regalo è legato alla difficoltà che spesso incontriamo nel decidere quale regalo fare a una persona; si tratta di un meccanismo chiamato “errore di proiezione”: in buona sostanza non sappiamo indovinare che cosa gradirebbe l’altra persona. Ecco allora l’offerta di mettere a disposizione una certa cifra che potrà spendere a suo gradimento.

A questo punto si innestano però due interessanti meccanismi. Il primo meccanismo è direttamente collegato all’entità della cifra, difficile da stabilire tanto più quando le carte regalo sono presentate in tagli predefiniti. Molto spesso si è spinti a scegliere un taglio superiore a quanto si spenderebbe per un regalo.

Qui entra in campo un secondo meccanismo: molte di queste carte regalo non sono poi utilizzate, o non lo sono interamente. Questo determina un vantaggio economico straordinario per chi emette le carte regalo, e mette i soldi in banca sapendo che buona parte di essi non saranno mai riscossi.

Non vi sono dati certi su questo fenomeno, ma basti pensare che nel 2008 i negozi che vendevano l’intimo Victoria’s Secret, la Limited Brands, ha evidenziato nei bilanci semestrali più di 47 milioni di dollari di profitto legato a carte regalo inutilizzate.

Se, come abbiamo evidenziato, gli errori di previsione spiegano il successo delle carte regalo, ma anche il loro svantaggio economico per l’acquirente, forse la soluzione è quella di chiedere direttamente alla persona che cosa gradisce come regalo, farglielo e scoprire così di spendere molto meno e di essere più efficaci rispetto all’affidarsi ad una carta regalo.