quando l'acqua diventa pericolosaQuando l’acqua diventa pericolosa

di Antonio Zuliani

Sempre più spesso ci confrontiamo con l’esperienza di piogge improvvise e di forte entità che determinato gravi danni e, purtroppo, anche vittime. Di fronte a questi fenomeni ci sentiamo spesso inermi. Se di fronte ad altri pericoli come ad esempio un incendio possiamo contare su un modello mentale che ci spinge alla reazione (la paura del fuoco), questo non avviene di fronte all’acqua.

 

Favorire-modelli-mentaliFavorire i modelli mentali

di Antonio Zuliani

La formazione del personale chiamato ad affrontare situazioni di emergenza deve tenere conto dei modelli di apprendimento che il nostro cervello utilizza. Per quanto riguarda in particolare l’apprendimento delle azioni da mettere in campo occorre ricordare come affermano Ericsson, Roring e Kiruthiga (2007) che limitarsi a ripetere continuamente una stessa attività non garantisce alcun miglioramento della sua esecuzione.

 

Leader idealistaLeader idealista nei momenti di crisi

di Antonio Zuliani

Il leader idealista ha un ruolo importante nei momenti di crisi. E’ quanto emerge da un articolo di Halevy, Berson, e Galinsky apparso su Personality and Social Psychology Bulletin del giugno 2011, che si poneva proprio l’interrogativo sul perché le persone ricercassero questo tipo di leader.

 

commettere-un-erroreCommettere un errore

di Antonio Zuliani

Nella vita di un’azienda o di un’organizzazione può accadere di commettere un errore, nasconderlo può essere un errore ancora più grave.

 

tempireazioneTempi di reazione e consapevolezza situazionale

di Antonio Zuliani

Alla guida di un veicolo i tempi di reazione sono importanti ma non fondamentali. Quello che conta è avere una consapevolezza situazionale che ci permetta di individuare la fonte di pericolo alla quale reagire.

 

il dilemma della birra in frigoriferoIl dilemma della birra in frigorifero

di Antonio Zuliani e Wilma Dalsaso

“Non l’ho visto, eppure era lì”. Quante volte, con il senno di poi ci siamo rammaricati di non aver visto un oggetto e quante volte qualcuno è stato criticato per non essersi accorto di qualche cosa di “talmente evidente che ….”.

 

sorpresaLa sorpresa in emergenza

di Antonio Zuliani

 

Spesso si attribuisce alla sorpresa la causa di una risposta inadeguata o errata ad un evento, quando tale risposta sia arrivata a determinare un incidente o un infortunio. Le cose sono più complesse perché la sorpresa può essere dovuta a eventi diversi e le stesse strategie per affrontarla non sono le stesse.

osservatoreOsservatore nelle esercitazioni

di Antonio Zuliani

L’osservatore è di straordinaria importanza per ricavare adeguate informazioni sull’andamento di una esercitazione di emergenza.

Indichiamo alcun attenzioni fondamentali affinché questo ruolo possa essere svolto al meglio, in modo da porre questa figura al centro di un progrtamma esercitativo che possa permettere di verificare e migliorare il documento di emergenza aziendale.

Osservazione-e-checklistChecklist per l’osservazione

di Antonio Zuliani

Condurre un’osservazione durante un’esercitazione fidando solo sulla memoria più essere rischioso. Con questo non si vuole mettere in discussione la capacità di memoria delle singole persone. Il fatto è che la memoria, già di per sé molto labile, diviene ancora più incerta nella situazioni ad alto tenore emotivo, come sono le situazioni di emergenza.

Una efficace prova di quanto detto lo possiamo ricavare da un articolo apparso nel New England Journal of Medicine.

Esercitazioni-annunciate-o-Esercitazioni annunciate o a sorpresa

di Antonio Zuliani

Da molte parti si ritiene che un’ esercitazione a sorpresa sia più efficace, rispetto a quella annunciata, al fine di testare veramente la risposta prevista dal piano di emergenza. Ciò deriva dalla preoccupazione che annunciare un’esercitazione ne tolga parte dell’efficacia.

Di fatto la maggior parte delle esercitazioni sono annunciate, ma, se si seguono alcune regole fondamentali, risultano estremamente efficaci

Evacuare-tuttiEvacuare tutti

di Antonio Zuliani

Il tema di come evacuare tutti i presenti in un edificio è di particolare importanza per i centri commerciali, sale e multisale cinematografiche, case di riposo, stazioni, luoghi di culto, ecc. Se ai passeggeri di un aereo vengono presentati, prima del volo, le procedure di emergenza, ai frequentatori degli ambienti sopra citati non viene proposto né la conoscenza dell’ubicazione delle uscite di emergenza né la possibilità di individuare chi si occuperà di loro in caso di emergenza.

tempo-di-premovimentoIl tempo di premovimento

di Antonio Zuliani

Il tempo di promovimento è una delle grandi risorse in caso di emergenza e nell’organizzare le esercitazioni dovrebbe essere posta grande attenzione alle dinamiche che vi si manifestano

 Il tempo di premovimento è quello che le persone presenti impiegano, una volta informate, a decidere sul da farsi per mettersi in sicurezza, allontanandosi dall’area ritenuta pericolosa.

Imparare a intervenire in questa fase del processo può determinare l’esito di un’evacuazione..

Condividere-azioniCondividere azioni

di Antonio Zuliani

Porre le persone nelle condizioni di condividere azioni con altri a fronte di situazioni critiche non è utile solo ai fini dell’addestramento, ma promuove la comprensione degli altri e la risonanza che abbiamo nei loro confronti. Si tratta di aspetti essenziali per maturare un senso di destino condiviso, molto utile nel momento in cui ci si trova a gestire un’emergenza

Se è del tutto evidente, per quanto ne sappiamo, che non esiste la capacità di leggere nel pensiero altrui, tutti sperimentano l’esistenza della “semantica dell’azione”, ovvero la capacità di sapere istantaneamente cosa significa un gesto di un’altra persona.

Sicurezza-e-puliziaSicurezza e pulizia

di Antonio Zuliani

Nel suo libro La mia penna è pericolosa?, Attilio Pagano indica come il concetto di “prendersi cura” così importante per il miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro, risenta della pulizia dell’ambiente nel quale si lavora.

Come Pagano scrive, vivere in ambienti di lavoro sporchi o squallidi, quando è tecnicamente evitabile che lo siano, abbassa le motivazioni ad osservare e a segnalare i punti di pericolo. Analogo all’effetto dell’ambiente è quello ottenuto dalla rilevanza data ai comportamenti delle persone. Se i comportamenti negativi sono stigmatizzati e quelli positivi premiati, si ottiene un’azione di rinforzo, che Pagano chiama rinforzo psicosociale.

se-guidare-è-una-routineSe guidare è una routine

di Antonio Zuliani

Gli incidenti stradali non tendono a diminuire nonostante le campagne informative che sempre più spesso vengono promosse.

Uno dei motivi relativi alla difficoltà di modificare questo trend dipende dal fatto che le abilità alla guida, dopo il difficile apprendimento iniziale, diventano una routine alla quale ci si affida in tutte le circostanze: si ripetono degli schemi di valutazione e comportamento che diventano così “abitudini”.

Che queste abilità diventino una routine è certamente normale, anzi indispensabile; se così non fosse il guidare rimarrebbe un’impresa così ardua da non poter essere utilizzata quotidianamente per i necessari spostamenti: richiederebbe troppo impegno mentale!

lavoro-in-solitudineLavoro in solitudine

di Antonio Zuliani

Il lavoro in solitudine sta crescendo anche a causa dell’evoluzione tecnica e presenta tre caratteristiche rilevanti per la salute e la sicurezza del lavoratore, ma anche per la sicurezza generale nell’azienda:

  • in primo luogo espone alla possibilità di non essere soccorsi in caso di malore o in caso di infortunio;
  • in secondo luogo mette il lavoratore in condizione di affrontare da solo situazioni che richiedono una consapevolezza della situazione e una presa di decisione, a fronte di eventi più o meno anomali legati al processo lavorativo e alla sua sicurezza;
  • la terza criticità è collegata ad aspetti di natura psicologica e sociale che possono avere importanti ripercussioni sullo stato di benessere del lavoratore: ed è il tema dello stress legato alla specifica condizione del sentirsi da solo.

Consensus-communicationConsensus communication

di Antonio Zuliani

Una delle strategie comunicative più importanti nelle situazioni sociali, quando deve essere avviata una grande opera, è quella di raggiungere il più ampio consenso possibile attraverso la consensus. Si intende per consensus communication il processo che si attiva con l’obiettivo di informare e incoraggiare diversi attori sociali a lavorare assieme per ricercare una decisione condivisa su come affrontare determinati rischi.

Incidenti-stradaliIncidenti stradali

di Antonio Zuliani

Gli incidenti stradali sono influenzati da una serie di fattori tecnici, organizzativi e umani sempre interconnessi tra di loro.
Qui prendiamo in esame quelli riferibili al fattore umano: molti incidenti, infatti, sono determinati da errori compiuti da persone alla guida di un mezzo di trasporto o dal comportamento dei semplici pedoni.

 L’errore è un elemento tipico del comportamento umano, del tutto involontario che si manifesta soprattutto nei casi in cui la persona è sotto stress, sotto pressione, distratta o in condizioni psico fisiche particolari.

elefonare-in-macchina-fa-mTelefonare in macchina fa male

di Antonio Zuliani

Con l’introduzione della patente a punti l’uso diretto del telefono in auto è particolarmente penalizzato. Dal punto di vista della distrazione prodotta non vi è differenza: è il fatto di telefonare che rappresenta il pericolo.

Telefonare in macchina fa male alla salute sempre. Il nostro Codice della Strada prevede (atr. 173) che sia “vietato al conducente fare uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore…” . Tutto corretto secondo il codice della strada, ma non secondo la psicologia cognitiva

Memoria e istruzioniMemoria ed istruzioni

di Antonio Zuliani

Nel campo della sicurezza uno dei temi centrali riguarda le strategie per fornire istruzioni alle persone anche in situazioni acusticamente difficili e per verificare che rimanga nella loro memoria.

Una recente ricerca condotta da Victor Boucher e da Alexis Lafeur (2015) dell’Università di Montreal ci può aiutare perché evidenzia come il parlare ad un’altra persona fissa la memoria.

I due ricercatori hanno chiesto a 44 studenti universitari di leggere una serie di parole su di uno schermo; mentre leggevano indossavano delle cuffie che non permetteva né di sentire la propria voce né alcun altro feedback uditivo.